Visualizzazione post con etichetta bilinguismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bilinguismo. Mostra tutti i post

mercoledì 25 gennaio 2017

Inglese e routine al nido

Nel post precedente vi ho parlato di alcune attività di letture in lingua inglese svolte nel nido Calicanto. Il progetto Learning by Languages, oltre alle attività in lingua, è in continuità con la scuola dell'infanzia e prevede che due volte alla settimana un piccolo gruppo dei "grandi" del nido, passi l'intera mattinata nella sezione della scuola, dove Amy, madrelingua inglese, è un'educatrice.
Al Calicanto la scuola dell'infanzia è bilingue infatti in sezione Amy si relaziona con i bambini sempre in inglese, dalle richieste (“please, take your chair and sit down”) ai momenti di routine e di attività. Un momento di routine molto importante è The Assembly (l'assemblea) , dove ogni bambino è chiamato a prendere una sedia e aggiungersi al cerchio. quando ogni bambino è seduto si inizia l'assemblea. 

Lavagna del tempo e dell'appello in lingua inglese
In questo momento Amy fa osservare ai bambini la lavagna qui sopra riportata, e poi chiede in inglese a tutti  le domande riportate sulla lavagna :"What's the weather like?"( "Che tempo fa?"), "Who is at school today?" ("Chi è a scuola oggi?"), " Who isn't at school today?" ("Chi è assente oggi?"). I bambini provano a rispondere in inglese a ciascuna domanda, ad ogni risposta corrispondono dei cartellini appositi e un bambino viene incaricato di posizionare i cartellini al loro posto. In questo momento vengono anche scelti i bambini che quel giorno avranno l'incarico di fare i camerieri della frutta e quelli del pranzo.

Merenda in The Assembly
Subito dopo le educatrici prendono il vassoio della frutta e tramite l'aiuto dei camerieri della frutta distribuiscono la merenda. Amy chiede in inglese a ciascun bambino "What fruit do you like?"("Che frutto ti piace?"), attende la risposta del bambino e ripete la sua scelta in inglese, chiedendo conferma al bambino, per esempio: "Do you want the pear?" ("Vuoi la pera?").
Il bambino in questo modo può comprendere che a seconda della lingua, si usano diverse parole per dare un nome ad uno stesso oggetto. Ho osservato che molti bambini della scuola dell'infanzia riuscivano a rispondere direttamente in inglese alla richiesta di Amy, ("I want the pear, please" ) mentre i bambini del nido si limitavano ad ascoltare e rispondere affermativamente alla domanda dell'educatrice. Finita la merenda e prima di riprendere il gioco o le attività, un altro momento molto importante è quello delle canzoncine. Amy e le altre educatrici cantano insieme ai bambini canzoni sia in italiano che in inglese, spesso le canzoni sono le stesse riportate in entrambe le versioni.

È davvero impressionante come i bambini riescano a comunicare con una persona che non parla la loro stessa lingua, senza farsi bloccare dall'impossibilità di conversare con le stesse parole. Ho trovato particolarmente interessante vedere come l'approccio ad una lingua straniera risulti più semplice durante le routine e gli scambi di tutti i giorni rispetto che nei momenti di attività.

sabato 21 gennaio 2017

Bilinguismo: vantaggio o svantaggio?

In questo post vorrei parlarvi di un tema su cui si sono creati molti dibattiti ovvero i vantaggi e gli svantaggi legati all'essere bilingue. Il bilinguismo, essendo un oggetto di studio complesso, ha provocato la diffusione di falsi miti e stereotipi dovuti alla non conoscenza del fenomeno. In parte queste credenze si sono diffuse dopo l'esito di alcune ricerche che sono state successivamente criticate per la metodologia non adatta e per questo confutate.
Alcuni di questi miti, sono tutt'ora presenti e diffusi, alcuni di questi sono: il bilinguismo può causare ritardi, provocare confusione tra le lingue che verrebbero mischiate, se introdotto in età precoce può essere dannoso per lo sviluppo del bambino o richiedere uno sforzo cognitivo troppo forte per un cervello così giovane e infine pensare che due lingue tolgano spazio e risorse allo sviluppo cognitivo generale.

Antonella Sorace, ne "Un cervello, due lingue: vantaggi linguistici e cognitivi del bilinguismo infantile" ci spiega perché queste supposizioni siano sbagliate. Ella sostiene che in aggiunta a benefici ben noti,come l’accesso a due culture, la maggiore tolleranza verso le altre culture, e gli indubbi futuri vantaggi sul mercato del lavoro,il bilinguismo conferisce benefici molto meno conosciuti, ma forse anche più importanti, sul modo di pensare e agire in diverse situazioni.

Per la studiosa, il cervello è perfettamente in grado di ‘gestire’ due o più lingue simultaneamente fin dalla nascita (basti pensare che in molte parti del mondo è perfettamente normale crescere 
multilingui). L’esperienza di gestire due lingue fin dall'infanzia si riflette in una serie di effetti positivi in ambiti sia linguistici che non linguistici. Uno di questi effetti è una maggiore conoscenza spontanea della struttura del linguaggio. I bambini bilingui hanno infatti una maggior abilità nel distinguere tra forma e significato delle parole. Inoltre la conoscenza intuitiva della struttura delle lingue avvantaggia i bambini bilingui nell'apprendimento di una terza o quarta lingua.
Per Sorace un altro beneficio poco noto del bilinguismo è una maggiore e più precoce consapevolezza che altre persone possono vedere le cose da una prospettiva diversa dalla propria. Inoltre il bilinguismo si collega ad aspetti cognitivi più generali riguardanti il controllo esecutivo sull'attenzione. La ricerca ha dimostrato che i bilingui sono di solito avvantaggiati, rispetto ai coetanei monolingui, nel passaggio rapido da un compito ad un altro quando entrambi i compiti richiedono attenzione selettiva e capacità di ignorare fattori interferenti.

Ci sono ancora dibattiti tra gli studiosi su quali siano gli effettivi vantaggi e svantaggi dell'essere bilingui. Alcune ricerche suggeriscono una problematica riguardante un vocabolario più ridotto rispetto ai monolingui, ma non ci sono ancora posizioni chiare a riguardo.
In ogni caso, si può affermare con certezza che i vantaggi legati all'essere bilingue superino chiaramente gli svantaggi.

giovedì 19 gennaio 2017

un video esplicativo

In questo post voglio presentarvi un video che ho trovato molto utile prodotto da TED. TED è un'associazione nata nel 2012 con lo scopo di fare informazione e diffondere idee. TED-Ed è una parte di TED che si dedica sempre di diffondere idee, usando come tramite l'animazione. Nel video che ho allegato qui sotto, vengono spiegati molto chiaramente e con un linguaggio semplice le tipologie di bilinguismo e i vantaggi di avere un cervello bilingue.

P.S: Il video è in inglese, ma è possibile mettere i sottotitoli in italiano. Buona visione




martedì 17 gennaio 2017

tipologie di bilinguismo

Dopo aver dato una prima definizione generale di bilinguismo nel primo post, passiamo ad interessarci dei criteri usati per studiare il bilinguismo. Questi criteri possono basarsi sull'età a cui si è appresa una seconda lingua, sulle modalità in cui questa lingua è stata appresa e sul livello di livello raggiunto in entrambe le lingue. Possiamo dunque affermare che in base al punto di vista si sono formati diversi modi per cercare di definire la competenza bilingue.

Si parla di bilinguismo compatto quando un individuo ha appreso le lingue contemporaneamente prima dei sei anni, perché esse erano usate indifferentemente dal padre e dalla madre. Nel bilinguismo coordinato, invece, la seconda lingua è stata appresa perfettamente prima della pubertà, ma comunque in un ambiente diverso da quello familiare. Nel bilinguismo subordinato, infine, una delle lingue rimane la lingua base mentre le altre vengono adoperate utilizzando sempre come intermediaria la prima lingua. Tuttavia, altre definizioni hanno preso come punto di riferimento il momento in cui una o più lingue sono state acquisite. Da questo punto di vista, si distingue tra bilinguismo precoce o tardivo, in base all’eventualità di essere stati esposti alle due o più lingue, rispettivamente, fin dalla nascita o dopo aver raggiunto un certo livello di maturazione nella propria prima lingua. Similmente, dal punto di vista del livello di competenza raggiunto nelle varie lingue, si parla di bilinguismo bilanciato se la persona ha acquisito e usa due o più lingue in modo simile, oppure di bilinguismo dominante se ha una maggiore abilità nell’usare una o alcune delle lingue che conosce rispetto ad altre.[fonte]

Queste sono solo alcune delle possibili tipologie di bilinguismo, che ci possono far capire quanto questo fenomeno sia ampio e complesso.

sabato 14 gennaio 2017

Bilinguismo: definizione

Dopo aver concluso la panoramica sulle maggiori correnti psicologiche sullo sviluppo del linguaggio, con questo post inizierei a parlare dell'altro macro argomento di questo di cui mi sono interessata: il bilinguismo.
Purtroppo è molto difficile trovare una definizione universalmente accettata di bilinguismo, in quanto il termine è stato usato con diverse accezioni durante gli anni e questo ne ha reso difficile la restrizione ad un unico concetto.
A lungo si intese dunque per bilinguismo la piena padronanza di due lingue da parte di una data persona: si faceva riferimento alla situazione ideale di quei parlanti che avessero per esempio acquisito la duplice competenza fin dall'infanzia in virtù della loro ‘privilegiata’ condizione di avere genitori di lingua diversa e che riuscissero a integrare perfettamente i due sistemi linguistici tra loro ad un livello piuttosto profondo dell'organizzazione psicologica [fonte]
Oggi sappiamo che questa definizione è antiquata e non corretta. Una persona bilingue non è quella che ha la padronanza completa di entrambe le lingue.
Voglio proporre quindi una definizione più moderna del termine:

Bilinguismo:Competenza di una persona nell'uso di più di una lingua, in differenti situazioni nella vita quotidiana e in vari contesti (Marini et al., 2012)

Quella di Marini è sicuramente una definizione meno restrittiva rispetto alla precedente, più ampia e che rimane vaga sotto certi aspetti. Questo perché il bilinguismo è una realtà molto complessa e analizzabile da diversi punti di vista, di cui andrò a parlare nei prossimi post.